Maps To The Stars, Review

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In the sunny and always beautiful Los Angeles, this family lives in the spotlight. Stafford Weiss is a new age kind of therapist with a lot of celebs as clients, his wife Cristina is the manager of their son, a 13 years old actor coming out from rehab. They have another daughter, Agatha, who’s coming out from a mental hospital where she’s been treated for criminal pyromania and has her body covered in burns. Waiting for her moment to prove the family how sorry and changed (NO) she is, she becomes intimate friend with a limo driver and gets a job as personal assistant of Havana Segrand, a falling star who wants to shine again by getting the role that her abusive mother, who’s ghost hunts her,  played as a young actress. Agatha is ready to make amend in EVERY way (and just proves how crazy she is). I agree, fame can be a double-edged sword, media can be pushy , the life under the spotlight and everything that comes with it is, often, hard to handle, but I think this movie is just very exasperated. It describes Hollywood as a squashing, psycho-maker machine where everybody is hiding the dirtiest secret ever (Stafford and Cristina are brother and sister, for example) and people is ready to step on somebody else’s body. I think Cronenberg just played, in a dark and also creepy way, with the myth of the monster of Hollywood in a movie that, according to me, is excessive, surreal and absurd at times. The cast is very good tho, I loved how they all acted. I wouldn’t suggest this movie just because I think it gives a twisted way of reality and, in general, I don’t really dig overstatements.

You know, I am italian but I live in Los Angeles and I get asked this question a lot: How do you deal with Hollywood? This is usually what they ask to actors all the time, so I never really know how to answer, but once, I had the chance to interview Richard Gere and a colleague of mine asked him the same question. Everybody was expecting such a story  but he just said: “This is funny. Everybody has this idea of Hollywood as a voracious monster. It’s just a place where people make movies, it’s not a big deal. We all have to make deals with our own demons, it has nothing to do with Hollywood” and I couldn’t agree more!

(cast: Julianne Moore, Robert Pattinson, Mia Wasikowska, John Cusack, Sarah Gadon, Olivia Williams, Carrie Fisher, Niamh Wilson, Jayne Heitmeyer, Emilia McCarthy)


Nell’assolata e sempre bellissima Los Angeles, questa famiglia vive sotto i riflettori. Stafford Weiss è un terapista New Age che ha diverse celebrità come clienti, sua moglie Cristina è la manager del loro figlio tredicenne e attore appena uscito dalla clinica di disintossicazione. La coppia ha anche un’altra figlia, Agatha, la quale è appena stata dimessa dal manicomio nel quale è stata rinchiusa per piromania criminale, infatti ha diverse ustioni sul corpo. Attendendo il momento di dimostrare alla famiglia i progressi fatti (ANCHE NO!) e potersi scusare per il male arrecato, la ragazza stringe amicizia (molto intima) con un autista di limousine  e trova lavoro come assistente personale di Havana Segrand, una stella cadente che desidera fortemente tornare alla ribalta recitando nel ruolo che un tempo ha reso celebre sua madre, la quale abusava di lei,infatti, il suo fantasma ancora la perseguita. Agatha è pronta a dimostrare il suo pentimento in QUALSIASI modo (ma dimostra solo di essere completamente folle). Sono d’accordo, la fama può essere un’arma a doppio taglio, i media hanno la tendenza ad essere assillanti ed invadenti, la vita nello spotlight è spesso difficile da gestire, ma credo che questo film sia notevolmente esasperato. Descrive una Hollywood schiacciante, fabbrica di psicopatici, luogo dove tutti nascondono il più terribile dei segreti (Stafford e Cristina sono fratello e sorella, per esempio) e le persone sono pronte a calpestarsi senza remore. Penso che Cronenberg abbia giocato, in una maniera oscura e a tratti inquietante, col mito del mostro di Hollywood in un film che, secondo me, è eccessivo, surreale ed assurdo in certi punti. Il cast è eccezionale però, mi sono piaciute tutte le interpretazioni. Non consiglierei questo film per il semplice fatto che fornisce un’idea distorta della realtà e, in generale, non mi piacciono le esasperazioni.

Sapete, io sono italiana ma vivo a Los Angeles e spesso mi chiedono: come affronti Hollywood? Questa è, solitamente, la domanda che tutti fanno agli attori quindi io non ho mai saputo veramente come rispondere, ma, una volta, ho avuto la possibilità di intervistare Richard Gere e un collega gli ha chiesto proprio questa cosa. Tutti, probabilmente, si aspettavano chissà quale storia, ma lui ha risposto semplicemente: “E divertente. Tutti hanno questa idea di Hollywood come di un mostro vorace. E’ semplicemente un posto dove la gente fa film non è questa gran cosa. Tutti dobbiamo venire a compromessi con i nostri demoni e questo non ha niente a che fare con Hollywood” ed io non potrei essere più d’accordo!

B.

 

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